Voci per la Libertà, il festival di Amnesty International

Sta per partire la 21° edizione del festival “Voci per la Libertà” ideato da Amnesty International che, quest'anno, si svolgerà dal 19 al 22 luglio mantenendo la consueta location a Rosolina Mare (Rovigo) e sarà a sostegno della campagna di Amnesty “La solidarietà non è reato”.

Come ogni anno, il festival porta alla ribalta band emergenti seguendo il filo logico delle tematiche sui diritti umani, organizzando un vero e proprio contest, da cui nascono diverse opportunità per gli artisti. A ciò si aggiunge un'accurata selezione degli ospiti d'onore. Vengono scelti coloro che si sono distinti componendo testi musicali che sposano la causa della tutela dei diritti umani, sotto qualunque sfaccettatura.

 

Ci sarà un “big” per serata. Si partirà con la romana Med Free Orkestra, un ensemble musicale multietnico e variegato di generi, dallo ska al funky e reggae. Per la seconda serata ci sarà Mirko e il Cane, giovane cantautore romano noto per aver presentato a Sanremo 2018 un brano sui migranti intitolato “Stiamo tutti bene”. Per la terza serata si esibirà Enrico Ruggeri, artista molto attento ai temi legati ad Amnesty International, con brani come “Nessuno tocchi Caino” e “Si può dare di più”. A concludere il parterre di ospiti è Brunori Sas, vincitore del “Premio Amnesty Italia Big” con la canzone “L’uomo nero”.

 

Per la sezione “emergenti”, nel corso della seconda e terza serata, si esibiranno otto artisti italiani che proporranno un loro brano in gara per il “Premio Amnesty International Italia – Emergenti”. Vincerà la canzone che saprà interpretare al meglio i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La finale si svolgerà durante l'ultima serata, con la selezione dei cinque finalisti ed il vincitore definitivo. Gli artisti che si esibiranno durante il contest, sono: StorieStorte da Venezia con “Mare nostro” (folk); Giulia Ventisette da Firenze con “Tutti zitti” (pop d'autore); La Malaleche da Monza/Bergamo con “Siamo migranti” (patchanka); Iza&Sara da Forlì/Faenza con “Favola” (pop); Pupi di Surfaro dalla Sicilia con “'Gnanzou” (nu kombat folk); Danilo Ruggero da Pantelleria con “Agghiri ddrà” (folk/canzone d'autore); Mujeres Creando da Napoli con “E je parlo ‘e te” (world music); Eleonora Betti da Arezzo con “Libera” (folk/canzone d'autore).

 

Data la vastità del programma, abbiamo parlato dei contenuti con il direttore artistico Michele Lionello.

 

 

La solidarietà non è reato”. Di che si tratta?

Questa campagna di Amnesty International punta a sostenere tutti coloro che aiutano i più bisognosi. Parliamo di profughi. Ultimamente, non solo in Italia, ci sono diversi esempi mancanza di tutela nei confronti di chi fa volontariato, dalle singole persone alle ONG. Come se si volesse ostacolare l'operato. E questa situazione ci preoccupa tantissimo. Tra l'altro, quest'anno, anche dal punto di vista artistico, la campagna è stata il filo conduttore di tutto il festival.

 

Quali sono le novità di quest'anno?

Vorrei innanzitutto sottolineare una grande presenza femminile all'interno del contest per gli emergenti, di cui ne andiamo assolutamente fieri. Altra novità di quest'anno sarà la presenza di aperitivi musicali in spiaggia, in cui verranno presentati e suonati dei progetti nuovi. Ci saranno laboratori per bambini tutte le sere, dove potranno sperimentare i diritti umani attraverso il gioco. All'alba della domenica, altra novità speciale sarà una performance di musica contemporanea in spiaggia, per salutare il sole. Invece, nel Centro Congressi, avremo l'installazione “Inalienabile” di Silva Rotelli, progetto multimediale sul rapporto tra musica e diritti umani e “Chokora”, progetto fotografico e narrativo di Valentina Tamborra e Mario De Santis che testimonia la condizione delle migliaia di bambini di strada in Kenia.

 

Chi ha svolto la selezione delle band emergenti e su quali criteri ci si è basati?

Due degli otto artisti emergenti, sono entrati attraverso un sistema web e di giuria specializzata, con il premio “Web Social” e il “Premio Under 35”. Gli altri invece sono stati selezionati tramite una giuria interna di esperti di musica e di Amnesty International, secondo due criteri: l'attinenza dei testi con la dichiarazione universale dei diritti umani e la qualità della proposta artistica. Non è semplice riuscire a mettere insieme questi due criteri.

 

Quali opportunità ci saranno per la band vincitrice del Premio Amnesty, sezione emergenti?

Come opportunità c'è la creazione di un videoclip del brano e la realizzazione di un Ep. Il tutto viene concordato con l'artista. Oltre a questo, il brano verrà inserito insieme a quelli delle cinque band finaliste del contest, all'interno di una compilation distribuita gratuitamente da Amnesty sui network italiani. Quest'anno, il progetto collettivo ha vinto la targa Tenco, un riconoscimento di grande valore per l'intenso lavoro svolto. Tra l'altro, qualche giorno fa, è uscita la graduatoria provvisoria del bando “Nuovoimaie”, in cui risulta che al 99% verrà finanziato il tour della band vincitrice. Quindi ulteriore opportunità,sia per l'artista di farsi conoscere, ma anche per promuovere il delicato tema dei diritti umani.

 

In 20 anni di attività, come è cambiata l'attenzione da parte delle band sul tema dei diritti umani, considerata la situazione attuale in Italia?

Di anno in anno, continua ad aumentare il numero degli artisti che che si iscrivono al nostro concorso. Quest'anno abbiamo avuto un boom! Siamo arrivati a 127 iscrizioni che, per un concorso in cui c'è un tema delicato da presentare, sono numeri sicuramente importanti. Per quanto riguarda i testi, si vede nettamente la contemporaneità della situazione. Gli artisti hanno puntato molto sul tema dell'immigrazione. È indubbiamente una delle questioni all'ordine del giorno per l'attuale cronaca italiana.

 

Quanto interesse c'è da parte dei giovani sulla questione dei diritti umani?

L'interesse c'è, in quanto trattiamo il tema dei diritti umani con il linguaggio della musica ed è un modo sicuramente diverso di far capire le cose serie della realtà circostante, rispetto a quello utilizzato di solito nei convegni, tavole rotonde e quant'altro. Ultimamente i giovanissimi si sono allontanati, non tanto da questi temi, ma dalla musica “suonata”. È evidente che ci sia un gap generazionale. Infatti, per le prossime edizioni, stiamo pensando a qualcosa di particolare per avvicinarci anche a quel mondo musicale dei “giovanissimi” che è un po' diverso da quello standard dei generi pop-rock.

 

Quanto è l'impatto che gli artisti possono avere sulle coscienze critiche dei giovani?

C'è da precisare che noi lavoriamo tutto l'anno assieme ai nostri artisti. Da due anni a questa parte abbiamo attivato dei laboratori didattici, all'interno delle scuole medie e superiori, che si chiamano “L'arte per i diritti umani” in cui i musicisti entrano nelle scuole, incontrano le classi e suonano sui temi di Amnesty. Non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo attraverso le canzoni però pensiamo che possano, in qualche modo, stimolare le coscienze. Sono stato uno degli ideatori del festival. Per cui credo profondamente in ciò che faccio, assieme alla squadra di persone che lavorano all'interno dell'associazione “Voci per la Libertà”.

 

Avete mai fatto suonare artisti rifugiati di guerra e simili? É nei vostri progetti?

Anni fa, abbiamo avuto, tra gli emergenti, una band con una coppia di immigrati di seconda generazione che “rappava” una parte del brano. Per quanto riguarda i rifugiati che chiedono asilo politico, ci sono situazioni legali un po' particolari che non consentono delle esibizioni dal vivo, perché rischioso per la loro incolumità. Quest'anno in particolare, con il progetto “L'arte che accoglie” legato ad arti e musiche africane, si esibiranno molti immigrati che sono arrivati da poco tempo in Italia. Alcuni con strumenti, altri con dj set. In generale, negli ultimi anni sta diventando un fenomeno in crescita. Ed è sicuramente una evoluzione interessante.

 

Per ulteriori info sul festival, andate sul sito: http://www.vociperlaliberta.it/ oppure visitate la pagina facebook: https://www.facebook.com/vocixlaliberta/