“Vivi Muori Blues Ripeti” segna il ritorno dei Bud Spencer Blues Explotion

Il blues è una cosa ciclica come la vita, la morte, l'amore . Un frenetico rock- blues in chiave alternative rock è ciò che rende unica la combinazione del duo Bud Spencer Blues Explotion, formato da Adriano Viterbini (chitarra, voce) e Cesare Petulicchio (batteria).

Un quarto album segna il ritorno della band. Il disco si intitola “Vivi Muori Blues Ripeti”, uscito il 23 marzo per La Tempesta Dischi. Registrato completamente in analogico, per rispettare la ruvidezza dei suoni che arrivano d'impatto, come se si venisse catapultati in un concerto dal vivo. Qualità che caratterizza la band, per la quale, hanno vinto diversi premi del corso degli anni. A partire dal primo tour, nel 2007, dove sono stati premiati come miglior band all’Heineken Jammin’ Festival e l'anno successivo con il premio S.I.A.E. sul palco del Primo Maggio di Roma. Mentre con il penultimo disco, hanno vinto il premio PIMI come “Miglior spettacolo live” e il premio KeepOn come “Best Live”.

 

Son passati quattro anni dal vostro ultimo disco. Nel frattempo avete curato progetti paralleli. Cosa vi ha spinto a ritornare in sala di registrazione?

Semplicemente la voglia di suonare. Ci siamo presi un periodo di pausa ma a un certo punto, ci siamo resi conto che ci mancava suonare insieme. Inizialmente non c'era l'intenzione di fare un disco. Ci siamo chiusi in sala buttando giù qualunque cosa ci venisse in mente. Una jam creativa e liberatoria che, nel tempo, ci ha portato a costruire i brani che oggi sono presenti nell'album.

 

“Vivi Muori Blues Ripeti”, titolo emblematico. Cosa significa?

Nasce da uno slogan letto in Australia: “Eat Sleep Blues Repeat”. È la dimostrazione che il blues è una cosa ciclica. Come il fatto di mangiare e dormire, che sono bisogni primari. Anche il blues, fa parte di tutti e ritorna sempre. Ci piaceva l'idea di riportare quello slogan, nella nostra ottica. Ed è diventato “Vivi Muori Blues Ripeti” per identificare le cose primordiali dell'essere umano come la vita, la morte, l'amore e come tale, la ciclicità della musica.

 

Il messaggio, quindi, qual è?

Il messaggio è: Ascoltate questo disco perché è bello, divertente e profondo.

 

Alcuni effetti e riff per la chitarra, ricordano qualcosa degli Who e degli Uriah Heep. Cosa vi accomuna a quello stile?

Noi ci rifacciamo tanto al blues anni '30, il “Delta Blues”, più comunemente detto “del Mississippi” che è la zona di provenienza. Lo stesso genere da cui hanno preso esempio le rock band degli anni '60. Il rock si è generato fondamentalmente dal blues. Quindi il nostro riferimento musicale si ispira alle origini. Di riflesso, nel nostro sound si possono trovare similitudini alle atmosfere rock anni 60/70.

 

Il vostro primo disco è stato auto prodotto. Come avete fatto a pubblicizzarlo, su quali canali di distribuzione ed è stato difficile trovare date all'inizio?

Quando abbiamo iniziato noi, esisteva e funzionava Myspace per la promozione delle band. Come tutti, anche noi ci siamo impegnati a inviare richieste per suonare nei locali, presentando la nostra pagina Myspace via mail. La cosa che a noi “ha portato bene” è che siamo principalmente una live band. Dal vivo si concertano una partecipazione ed eccitazione particolari che non tutte le band riescono a creare sul palco. Questa cosa è piaciuta. Lo dimostrano i vari riconoscimenti che abbiamo ricevuto nel corso della carriera. È la nostra caratteristica, la nostra fortuna.