Meeting del Mare 2018: riflettori puntati sulla nuova musica indipendente italiana.

Quest'anno in occasione del lancio di Musplan, la nostra piattaforma per la creazione di eventi di musica inedita ed emergente, abbiamo incontrato lo staff del Meeting del Mare, un rinomato festival tra i più interessanti del panorama indie della musica italiana, con ampio spazio alle band emergenti e Musplan ne è orgogliosamente partner. 

Tutto pronto per il Meeting del Mare, che quest'anno inaugura la XXII edizione, nell'ormai consolidata location a Marina di Camerota, provincia di Salerno. Il festival si svolgerà dall'1 al 3 giugno, con una kermesse di ospiti d'avanguardia. Sempre in linea con le novità musicali, il Meeting del Mare, non si lascia mai sfuggire l'occasione di poter dar voce alla “musica nuova” ed esser generatore di nuovi talenti, oltre 70 band approderanno ad uno dei più grandi festival del Sud Italia.

Grande attesa quest'anno per lo spettacolo di Cosmo, che si esibirà durante la seconda serata del festival. La particolarità che l'ha reso famoso, riguarda gli effetti scenici utilizzati sul palco. Luci che ruotano attorno ai musicisti, per poi farli scomparire in un tempo indefinito. Poi riappaiono. Uno alla volta oppure tutti insieme. E ricomincia il gioco. Al centro di tutto, resta la musica. Unica padrona del palco. É questo il senso che vuol dare l'artista. Uno show che ha conquistato più di venticinquemila persone seguendo Cosmo nei più importanti festival e club d'Italia. E non poteva di certo mancare al Meeting del Mare.

Altri ospiti attesi sono: il rapper Frah Quintale e la band reggae dei Mellow Mood. Entrambi fortemente voluti dal direttore artistico Don Gianni Citro, che ci ha spiegato il motivo: di Frah Quintale mi piace molto la maniera raffinata in cui descrive il sentimento delle relazioni umane. Ha uno stile molto fresco ed un piacevole fraseggio musicale. Lo potrei definire come il prossimo “Coez”.

Don Gianni Citro
         Don Gianni Citro (direttore artistico)   

Per quanto riguarda la scelta dei Mellow Mood, credo che attualmente siano il nome più interessante sulla scena reggae nazionale. L'anno scorso ad esempio, c'è stato Alborosie. È un genere che seguiamo molto e il nostro pubblico lo attende particolarmente. C'è da considerare che, questo, è un festival che va avanti da ben 22 anni e il rischio di ripetersi con le stesse proposte artistiche è molto alto. Perciò, per un discorso di innovazione, stiamo frequentando da qualche anno, in maniera più intensa, l'ambiente della musica emergente, anche se oggi, questo termine è un concetto liquido. Un artista che è sul mercato da solo un anno, può fare ugualmente numeri importanti. Oggi la musica viaggia su altri canali. Sul web, ad esempio. Mi è capitato di conoscere band che, nell'arco di soli sei mesi, dall'esser totalmente sconosciuti arrivavano a riempire palazzetti dello sport, con pubblico di diecimila persone paganti. Un artista degli anni '90, se lo sarebbe sognato. Jovanotti ci ha messo vent'anni, ad esempio.

La sera che precede il grande evento, si svolgerà un contest per band emergenti, da cui ne verranno selezionate soltanto tre, per esibirsi durante lo show ufficiale.

L'idea del contest, nasce da un desiderio di aggregazione più che di competizione. La selezione delle band è solo un frammento di ciò che, in realtà, vuole essere un programma dettagliato di incontri e live, che si svolgeranno durante le tre giornate del Meeting, per dare spazio alla creatività e alla condivisione di idee tra i “lavoratori della musica”.

Il progetto si chiama “Meeting del Mare Camp”. É come una factory musicale in cui si incontrano musicisti ed operatori di settore, per confrontare le proprie esperienze e metterle a servizio dell'industria musicale. Quindi si parla di workshop, incontri d'autore, interviste e dibattiti. Inoltre, le band partecipanti al “Meeting del Mare Camp” potranno usufruire del palco, durante le ore diurne e notturne, per fare minilive e jam session a volontà, oltre ad assistere in prima fila, allo spettacolo serale del festival.

Sono arrivate numerose richieste di partecipazione al contest, merito di un lavoro ben svolto nel corso degli anni. Ci racconta come è nato il Meeting del Mare (con il successivo “Camp”) e di come ciò si è trasformato in una ambita occasione di lancio per le band?

 

Il Meeting è stato ideato da me insieme a un gruppo di musicisti. Erano ragazzi che suonavano e lamentavano l'assenza di spazi per esibirsi. Ventidue anni fa non c'era il web. Oggi, chiunque può farsi conoscere on line ed avere il suo palcoscenico e la sua vetrina virtuale. Quindi, senza spazio adatto con impianto audio e luci, non si poteva suonare. Così ho allestito un primo palco minimale ma funzionante. Il primo anno parteciparono una dozzina di band del territorio, tra Salerno e dintorni. La formula fu molto interessante sin da subito. Ci fu una interazione positiva tra pubblico e musicisti. E non è da sottovalutare, considerato che era l'unico modo possibile, per le band, di farsi conoscere. Non c'erano i social network. La formula si è sempre più incrementata. Già dalla terza edizione, pensammo di concludere le serate con la presenza dei big musicali. Il Camp è arrivato circa otto anni fa, quando ci siam resi conto che era riduttivo dare alle band soltanto quindici minuti di tempo per potersi esibire, considerato che venivano da tutto il territorio nazionale con una considerevole fatica negli spostamenti ed investimenti a carico di ciascun musicista. Dovevamo attrezzarci per dare delle opportunità in più, per far capire com'è fatto questo mondo e come ci si muove. Come intercettare una produzione discografica, ad esempio. Oppure auto prodursi. Le regole nell'industria musicale cambiano in maniera veloce e radicale. Quindi, il Camp serve per dare la possibilità, a tutte le band, di migliorarsi ed aggiornarsi su quelle che sono le reali e concrete opportunità di proporsi al pubblico.

Quest'anno abbiamo ricevuto oltre cinquecento demo e ne abbiamo selezionate quarantacinque. Di queste, ne selezioneremo tre, che potranno esibirsi sul palco del Meeting del Mare. Non è un fatto discriminatorio ma pura logistica. Non si possono far suonare ad un live 500 band. Un'attività molto interessante sarà il seminario di scrittura musicale, guidato da Gnut e Daniele Celona, che scriveranno un brano musicale insieme a due band (tra le 45 approvate) che ci sono risultate particolarmente interessanti. Una volta completata la canzone, si esibiranno insieme sul palco del Meeting. Quest'anno avremo un'ottantina di band in totale. In definitiva, se siamo diventati un riferimento di successo, lo dobbiamo al pubblico che ci ha seguito nelle nostre scelte e che, viceversa, seguiamo anche noi costantemente per non deluderlo.

 

Quali sono state le difficoltà riscontrate nel corso degli anni?

 Considerato che, l'evento è diventato sempre più grande ed ha mantenuto la costante di essere totalmente gratuito, la difficoltà riscontrata è principalmente economica. Ogni anno dobbiamo industriarci su come sostenere il festival e sta diventando sempre più complicato. In genere, il festival è supportato da contributi pubblici, suddivisi tra Regione, Comune e, un tempo, anche la Provincia. Poi ci sono gli sponsor privati ma in maniera minore. Non abbiamo nessuna entrata dato che non vendiamo nulla. Non abbiamo né spazi per il merchandising, né tanto meno, reparti per il food&beverage.

 Considerato che oggi, una band punta su una buona immagine, tra video e social media, quanto può influire questo atteggiamento sulla scelta?

 Influisce parecchio. Spesso arrivano delle band “impacchettate” da una buona immagine social ed interessanti video musicali. Quanto basta per accettare di farli esibire. Poi, una volta arrivati sul palco, non sempre rispecchiano le aspettative. Quindi, è necessario saper valutare accuratamente ma è inevitabile che l'occhio cada su un buon “prodotto” ben servito.

 In generale, ci può spiegare quali sono i criteri di selezione e se son cambiati rispetto al passato?

 Seguiamo tre criteri di selezione che vanno per fascia oraria. Nella prima, mettiamo le band più giovani. In quella centrale, quelle di un livello più esperto mentre, nella terza, inseriamo le band note. È un modo per accontentare tutti i target di pubblico. Ultimamente ci stiamo rapportando con la scena hip-hop/reggae che è quella più seguita dai giovani. Ma negli anni abbiamo sempre cercato di accontentare tutti. Non possiamo precludere niente a nessuno.

In che modo può essere utile, ad un Festival come il vostro, una piattaforma digitale come Musplan, che si occupa di far emergere il talento degli artisti inediti più promettenti?

 Credo che Musplan sia uno spazio web davvero interessante per le band emergenti. Una volta che noi abbiamo constatato il valore di una band, che si è esibita al nostro Meeting, il passaggio successivo può essere sicuramente quello di passarla su questa piattaforma che può dare lo spazio e gli strumenti necessari per proseguire nel percorso di crescita, tra promozione e booking.

 (Anna Rita Di Lena )